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Dalla “Voce di Penne”  ANNO I  N. 3 – 15 Aprile 1951

 

Storia della Banda Musicale di Penne

  L'anima del popolo abruzzese è profondamente permeata di un innato senso d'arte: essa è forse ispirata dalle bellezze naturali della regione, dal suo mare azzurro, dalle spiagge dall'arena d'oro, dalle vette inaccessibili dove i ghiacciai brillano tersi al sole, dai tratturi millenari dove passarono coi loro greggi lanuti i padri dei padri?  E' certo che tutte le arti ebbero in Abruzzo i sommi maestri: la poesia col D'Annunzio, la musica con Francesco Paolo Tosti, la pittura con il Michetti, la scultura col Barbella...
  Così, Penne si distinse sempre per la passione musicale del suo popolo, passione che culminò con la creazione di un complesso bandistico la cui storia, sia pure per sommi capi, è interessante ricordare, anche ad incoraggiamento e sprone della nostra gioventù.

  Sorto nel 1848 ad iniziativa del Rev. Don Peppe De Nardis di Penne, il concerto musicale vestino serbò sempre il suo posto d'onore tra i più antichi e rinomati d'Abruzzo.
Primo direttore del concerto fu il bravo maestro Vinceslao Paolini da Ortona, già maestro del glorioso F. P. Tosti, suo compaesano. Ad esprimere al maestro la sua gratitudine, il Tosti soleva inviare al Paolini l'omaggio delle ance per clarinetto, che il maestro suonava con arte prodigiosa. 
  Sorta nel '60 la Guardia Nazionale, la Banda musicale vi fu aggregata in massa ed anche armata di fucili e sciabole; allo scioglimento della Guardia Nazionale, furono ritirati i fucili ma vennero lasciate alla banda le sciabole, a scopo di completare ed ornare l'uniforme. Tuttavia, a scanso di possibili guai, le sciabole furono inchiodate in modo che non fosse possibile lo sguainarle: infatti in un diverbio con la banda di Loreto, diverbio che degenerò in rissa, il piattista della banda vestina, non potendo adoperare la sciabola, si servì come arma dei suoi piatti. 
  Il maestro Paolini addestrava lungamente gli alunni nel solfeggio ed un giorno ne offrì un saggio al Sindaco e ad una Commissione: mentre gli alunni cantavano in coro, un asino, nella via sottostante, ragliò sonoramente; allora il maestro Paolini, afferrato il suo clarino, improvvisò delle variazioni sul raglio dell'asino dicendo all'uditorio che la bestia gli aveva dato il tema in si-bemolle.
   Un allievo del Paolini che si distinse fu un ragazzo, figlio di un povero custode del teatro, che, studiando su un clarinetto di legno giallo a sette buchi ed a sei chiavi, divenne un clarinettista di fama.
   Nel 1872 la direzione del concerto fu tenuta dal maestro Camillo Perilli ed in seguito, fino all'82, dal bolognese Carlo Gavina. Si racconta che quest'ultimo, durante le concertazioni, quando sbagliava il tamburino, diceva: « Rapa ! » e il suonatore subito di rimanda aggiungeva:«e Riso, è proprie na bona minestre ».
   Nell'83 la direzione della banda fu messa a concorso: vi si cimentarono il giovanissimo maestro Pietro Mascagni di Cerignola ed il bolognese Ugolini, che vinse il concorso.
   Nel quadriennio '85-'88 il concerto fu sotto la bacchetta del maestro Severo Bertini di Bologna, che arricchì il concerto di un vasto repertorio eseguito con grande raffinatezza. La banda aveva anche una bella uniforme alla bersagliera con alamari e pennacchi bianchi. La banda vestina fece, applauditissima, la stagione balneare a Pesaro: quivi, una sera, dopo che il trombone Vincenzo Pellacci ebbe terminato di eseguire l'a solo dell'Aida, un signore uscì dalla folla ed abbracciò il Pellacci, dicendo: « Bravo al cuore d'Abruzzo ». Era il Maestro Marenco, autore del «Ballo Excelsior».
   Negli anni '89, '90, '91 il concerto passò dalla direzione del Maestro Raffaele D'Angelo a quella di Vincenzo Pellacci, ambedue di Penne. Successivamente prese la bacchetta Guglielmo Pardi, figlio d'arte poiché i genitori erano un tenore ed una soprano; questo maestro fu anche un buon compositore di marce sinfoniche. Sotto il Pardi la banda ebbe eleganti divise con giubbe in castoro bianco e pantaloni rossi con bande bianche ed a tracolla borse di pelle lucida. Nel '96 la banda fece un giro artistico per tutta la Romagna. A Lugo, le signore presenti all'esecuzione del repertorio, circondarono un ragazzo di dieci anni, disinvolto suonatore del pistoncino, tal Giustino Moretti, e tra baci e abbracci, lo colmarono di dolciumi in un bar della città.
   Al tempo del Pardi il concerto era fermato da soli elementi locali e vi erano ottimi solisti, tra cui il trombone-tenore Grande, detto Quaranta, che, semplice fornaciaio, aveva il talento del vero artista e sapeva trarre dall’istrumento note ad un tempo robuste e dolcissime. Va anche ricordato Giuseppe Mariani, eccellente cornetta in si-bemolle e compositore felice di marce, ballabili, ecc.
Era il tempo in cui la banda portava in auge il pistoncino in mi-bemolle: il Mariani vi eseguiva vere prodezze trasportando a mente la tonalità della cornetta.  Correva l'anno 1896 ed il concerto prestava servizio a Francavilla a Mare, quando un violento attacco di angina pectoris privò il concerto del suo direttore Pardi. I musicanti ne furono costernati, ma il Mariani prese la bacchetta e, senza esitazione continuò a dirigere l'intero repertorio. Anche il Mariani morì ancor giovane, lasciando un vuoto incolmabile e compianto da tutti coloro che lo conobbero.
  Erano gli anni in cui le ingenti spese per uniformi e strumentali venivano pagate dal marchese Adolfo De Sterlich che attrasse il concerto nel partito dell'On. Tinozzi in cui egli stesso militava. Allora il Consiglio Comunale, del contrario partito politico, creò un altro concerto che pose sotto la bacchetta del neo-maestro Chiavaroli e vestì, quasi a simbolo di combattività, di uniformi garibaldine. Così, dopo pochi mesi, di istruzione, Penne ebbe due eccellenti complessi bandistici. Ben presto, sbollite le ire, i due concerti si unificarono formando un grande Concerto che, dopo un anno di direzione Palmieri, passò sotto la direzione del maestro Attilio Baviera che lo perfezionò con la costanza ed istruì diversi distinti solisti, tra i quali va ricordato il famoso trombone-tenore Orlando Pilone, che fu acclamato prima a Londra e poi in America, ovunque portando il bel nome dell’arte abruzzese. Va anche menzionato tra gli allievi del Baviera, il ragazzo Gaetano Valeriani che con un semplice clarinetto comprato per poche lire, eseguì tra gli applausi l'a solo della Gioconda., ecc. Il Valeriani dette saggio dell'arte sua negli Stati Uniti d'America e, tornato in Patria, fu nel concerto di Atri sotto il maestro Troisi e poi in quello dei «Diavoli Rossi» di Pianella che prestò servizio a Milano e poi a Berlino (I911).
   Fu anche allievo del Baviera il tamburino e suonatore di grancassa Salvatore De Crollis.  Questi, un giorno che il suo piattista non faceva in tempo di contare 10 colpi di piatti abbinati alla sua cassa, che con estrema sveltezza si dovevano eseguire in una sinfonia, insegnò al piattista che, mentre suonava, doveva dire con la massima sveltezza: « Ci-vo-glia-mo-be-re-me-zzo-li-tro ? ».
Tutti risero della ricetta dettata per non sbagliare.
   Sotto il suddetto maestro Baviera non furono mai ammessi elementi forestieri e tuttavia la banda potè fare ancora un giro artistico in Romagna, ovunque applauditissima. Nello stesso anno 1901, una Commissione zelò l'apertura di una scuola musicale per istrumenti ad arco col maestro Luca Nozzi che creò una folta schiera di suonatori di violino e violoncello.
   Dopo, una breve parentesi del maestro Luca Battista  (1903), si rinnovò il Grande Concerto sotto la direzione del valente maestro Bernardo dei Marchesi Castiglione, che di nuovo condusse il complesso bandistico Vestino a riscuotere entusiastici consensi ed applausi in un giro per le città della Romagna. Nel successivo 1905 il concerto fu  richiesto dalla città di Trieste, allora sotto il dominio   austriaco, dove riportò un meraviglioso successo.  Il Marchese Castiglione, anche   valente  direttore d'orchestra,  inscenò nel Comunale di Penne le opere Traviata, Rigoletto, Faust, Lucia,  Favorita, Barbiere di Siviglia, riscuotendo calorosi applausi da tutto l'uditorio. Nel 1908  la banda passò sotto la direzione  del maestro Ciro Laguardia, geniale  sinfonista ed autore di marce e ballabili.  Negli anni seguenti (1908-1911) si susseguirono a dirigere il concerto i maestri Di Blasio Vincenzo, Carusi Vermondo, Archivio Alberto che aveva riscosso applausi in America come compositore e suonatore di fisarmonica.
   L'anno 1924 venne in Penne il maestro compositore di musica classica Sgherbi Rustico quale istruttore di strumenti ad arco.
   Tra i migliori allievi dello Sgherbi si distinse il giovanotto Ruggieri Vincenzo che, diplomatosi prof. di violino e specializzatosi per la chitarra, ora dirige «L'Orchestra Ruggieri» che presta servizio alla Radio e nei migliori locali musicali.
   Nello stesso anno 1924, una commissione di cittadini  trovò  modo di corredare la grande banda Vestina di nuovo e moderno strumentale, di uniformi bianche e nere, di  brande ecc. e venne posta sotto la direzione del maestro Cav. Giustino Scassa: fu questo il momento culminante di perfezione  per la banda di Penne che non riusciva a soddisfare le richieste che venivano non solo dall'Abruzzo-Molise,  ma anche dalle provincie di Napoli, Caserta, Benevento e da moltissime città della  Puglia.

Banda di Penne - 1924

Il Gran Concerto Musicale di Penne del 1924 diretto dal Maestro Giustino Scassa.   

  Ovunque si recasse, la nostra banda  otteneva  veri  trionfi per  la  fine esecuzione  di  musica sinfonica  e  lirica.
   Dal '28 al '37 la banda fu sotto la direzione del maestro Pilone Alfredo che l'aveva lasciato nell'anno 1921 perché dirigeva il concerto di Picciano.

Banda di Penne. Fascio

   Nel '37 formò e diresse in Penne una nuova banda di 48 ragazzi dagli 8 ai 15 anni, ma a seguito degli eventi bellici, gran parte dello strumentale andò perduto.
   In questo elenco, che potrà sembrare arido a qualche lettore ma che ricorda nomi e fatti cari al cuore di ogni buon cittadino di Penne, non vanno dimenticati coloro che avuti qui i natali ed i primi insegnamenti dell'arte, si trasferirono poi altrove, riscuotendo onori e consensi: il maestro Perilli Camillo a Catignano, ove formò una banda ed un'orchestra nell'anno 1890; nel '92 D'Angelo Raffaele creò la banda di Castelli; nel '901 il maestro Chiavaroli Ottavio diresse il corpo musicale di Civitella Casanova; nel '907 Ciro Laguardia diresse il concerto di Montebello di Bertona; nel '21 il maestro Pilone Alfredo formò in Picciano una banda di tutti suoi allievi e nel '47 e 48 diresse quella di Castilenti; ed infine nel '910 il maestro Bernardo dei Marchesi Castiglione dopo d'aver diretta la banda di Chieti, diresse musica classica antica e moderna nel concerto di Farindola. Fu chiamato a dirigere un'orchestra al Cairo in Egitto donde tornò per assumere la direzione di un'orchestra al fronte, durante la prima guerra mondiale 15-18.   Presentemente un piccolo concerto di elementi locali, residui delle gloriose bande musicali del passato si limita a suonare marce, eternando l'insopprimibile passione del nostro popolo per la musica.  
  Il maestro Pilone colla sua passione per l'Arte musicale,  gloria e tradizione locale, ha riaperto, dietro ordine   dell'amministrazione   Comunale, una scuola musicale che però difetta di  sala  da concerto, (precedentemente adibita ad altro uso).  Mancano strumenti musicali  ed  accessori.
  Speriamo che la popolazione oltre ad elargire somme di milioni per lo sport, voglia in qualche modo concorrere a far risorgere l'istituto musicale in piena efficienza per riprendere quella ascesa tradizionale e gloriosa di quelle passate tradizioni che sono vanto e primato di questa nobile gloriosa città.

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